Vantaggi e svantaggi del parquet in legno

Durante lei ristrutturazioni edilizie piuttosto frequente che si pensi al rifare i pavimenti in tutta la casa. Una delle soluzioni che oggi risulta essere più gettonate in assoluto resta il qualche in legno. Si tratta degli stemmi realizzati con essenza di legno tra le più diverse come pino, rovere, noce, bambù e anche legni più esotici come il teak. Quando si prende in considerazione l’installazione del parquet in legno, bisogna ricordare che ci sono dei vantaggi e svantaggi, come spiegato nella breve guida che segue.

I punti di forza del parquet in legno

Il parquet in legno è un tipo di pavimento che vanta un’estetica impeccabile. Infatti, il suo principale vantaggio riguarda la resa estetica. Il legno naturale, qualunque tipo, conferisce subito maggiore calore e carattere agli ambienti. Nessun’altra pavimentazione riesce a riprodurre la bellezza del pavimento naturale: il legno resta il re delle pavimentazioni da utilizzare negli ambienti domestici.

Bisogna anche ricordare che una caratteristica del legno È la sua durata. Il pavimento che una volta installato dura anche cinquant’anni. Esiste addirittura la possibilità di rinnovarlo grazie ad operazioni come la lamatura che elimina uno strato superficiale di 2 mm rivelando un nuovo strato perfetto che può essere tinto di un colore diverso per ottenere un effetto differente rispetto a prima.

I punti di debolezza del parquet in legno

Bisogna però ricordare che come tutte le cose, anche il pavimento il legno naturale dei punti di debolezza che vale la pena sottolineare per dare una panoramica più completa. Anzitutto, chi vuole installare il pavimento in legno durante la ristrutturazione edilizia si prepari a spendere. Purtroppo, è uno dei materiali per pavimentazioni più costosi in assoluto.

Inoltre, bisogna anche considerare il fatto che è piuttosto delicato e nel corso del tempo richiede maggiori attenzioni soprattutto per quanto riguarda la pulizia. Infatti, meglio evitare l’uso di un aspirapolvere che può graffiare la superficie e periodicamente bisogna passare anche la cera per lucidarlo.

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4 buone prassi per ridurre l’inquinamento

Se anche a voi sta a cuore la salvaguardia del pianeta e la riduzione dell’inquinamento, questi elencati di seguito sono alcuni comportamenti che dovreste mettere in atto il prima possibile. Buona lettura!

  1. Ridurre gli sprechi di acqua calda

Uno dei buoni consigli e comportamenti che dovreste mettere in atto per la salvaguardia del pianeta riguarda la riduzione degli sprechi di acqua, in particolare quella calda. Inoltre, se non lo avete ancora fatto vale la pena prendere in considerazione una nuova caldaia a condensazione chiamando il tecnico dell’installazione e assistenza caldaie Junkers a Roma. Ricordate sempre di chiudere il rubinetto dell’acqua calda allora utilizzate per iniziare anche risparmiare sulla bolletta sia del gas che dell’acqua.

  1. Differenziare i rifiuti

Un’altra buona prassi per la salvaguardia del pianeta e la riduzione dell’inquinamento è sicuramente la differenziazione dei rifiuti. Moltissime persone ancora non hanno capito l’importanza di raccogliere separatamente i diversi materiali per inviarne il più possibile verso il riciclo e diminuire invece la percentuale di indifferenziato che va gettato nelle discariche a cielo aperto.

  1. Cambiare le abitudini per i trasporti

Per ridurre il cambiamento e salva da salvaguardare il pianeta dovrebbe esservi già chiaro che è indispensabile modificare il modo di muovervi e spostarvi. È proprio il trasporto privati per gli spostamenti quotidiani ad essere una delle principali causa dell’inquinamento che tutti i giorni si respira.

Bisognerebbe modificare i comportamenti preferire sistemi di trasporto alternativi alla classica automobile. Per esempio, dovreste muoversi di più in bicicletta e con altri martedì trasporto alternativo che non producano grandi quantità di emissioni dannose.

  1. Scegliere prodotti locali

Quando andate a fare la spesa, predilige i prodotti locali. Anzi, sarebbe opportuno servirsi direttamente dai produttori, intanto magari i mercati rionali. Questo assicura di avere prodotti freschi e genuini ma anche ridurre l’inquinamento. Infatti, gran parte dell’inquinamento prodotto è legato al trasporto di generi alimentari e non solo. Inoltre, questi comportamenti aiutano a favorire la biodiversità l’economia locale del territorio.

Revisione periodica caldaia: che cosa prevede

Nel momento in cui prenoti una revisione periodica della caldaia è importante che vengano svolti alcuni servizi vitali per la corretta funzionalità dell’apparecchio, come spiegato ti sento in questa guida per gli utenti.

  1. Verifica della pressione

Iniziamo, il tecnico verificare il livello della pressione, valore essenziale per farla funzionare correttamente. Il valore della pressione deve essere compreso tra 1 e 2 bar. Se così non fosse, il tecnico passa a regolare la pressione con le operazioni quale lo sfiato dei caloriferi, che serve per abbassarla, oppure introducendo nuova acqua nel circuito. In questo caso, lo scopo è quello di alzare la pressione al di sopra di un bar altrimenti può succedere che non arrivi l’acqua calda e i termosifoni non si scaldino bene.

  1. Controllo dei fumi

Altro servizio essenziale durante la revisione periodica riguarda il controllo dei fumi. Le caldaie generano dei vapori dannosi l’ambiente perciò devono essere tenuti sotto controllo. Il tecnico utilizzato uno strumento per verificare la quantità e soprattutto la temperatura dei fumi prima che vengano espulsi dal camino. Se i valori registrati rispettano le disposizioni, allora estetica rilascia le famose certificazioni.

  1. La pulizia

Ogni volta che si prenota una revisione della caldaia, è essenziale che venga pulita. Con il passare del tempo è normale che all’interno della caldaia si crei un deposito di polvere e altri residui sui vari componenti. Se lo sporco non viene rimosso prontamente ma si incrosta, potrebbero esserci dei guasti. Il tecnico rimuove tutta la sporcizia utilizzando un’aspirapolvere e anche altre strumentazioni specifiche per questo scopo.

  1. Sostituzione delle parti usurate

Nel momento in cui si prenota una revisione periodica, il tecnico si occupa anche di sostituire le parti danneggiata. È facile che con il passare del tempo le parti soggette a maggiore usura si rovinino quindi vengano sostituite prima che si rompono del tutto e mandino in blocco l’apparecchio per la produzione di acqua calda sanitaria.

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Sicurezza e igiene contro il virus: che cosa significa

Oggi è diventato sempre più importante portare avanti e parlare di metodi di sanificazione e disinfezione a Roma per contenere il virus il contagio. Purtroppo, è stato dimostrato che questo temibile virus ha una alta carica infettiva riesce addirittura a resistere a lungo sulle superfici. È sufficiente che una persona è in contatto con il virus semplicemente toccando una superficie per ammalarsi.

Tra i milioni di microorganismi presenti su ogni genere di superficie, possono essercene alcuni particolarmente pericolosi proprio come il virus che ha recentemente causato una pandemia su tutto il globo. Ecco perché oggi parliamo di sicurezza e igiene contro il virus, specificando quali sono i trattamenti più efficaci con prodotti specifici e anche macchinari utilizzati dagli esperti per garantire la salute pubblica.

Come si svolgono i trattamenti di sanificazione

Oggi si utilizza l’ozono per I trattamenti di sanificazione e disinfezione a Roma perché uno prodotto che si è dimostrato molto efficace nel ridurre la carica batterica e uccidere i virus. È altresì importante utilizzare dei metodi particolari sanificare le superfici. Non basta utilizzare una spugna perché anch’essa si riempie di batteri che vengono trascinati in giro. Inoltre, che ci sono anche delle indicazioni precise da seguire in merito alla diluzione del prodotto. Essendo componenti chimici, prodotti a base di alcol, cloro, ammoniaca e simili diluiti in maniera adeguata altrimenti possono risultare irritanti per le mucose nasali oppure poco efficaci.

I macchinari per la disinfezione

Quando si parla di sanificazione e disinfezione a Roma bisogna capire che i professionisti utilizzano dei macchinari specifici. In particolare, si usano bene autorizzato e che producono un vapore caldo di ozono. Si tratta di una sorta di aerosol gigante come quello che fanno i bambini quando hanno la tosse. Questa è una modalità davvero molto efficace perché aiuta il prodotto a penetrare in profondità igienizzando anche I tessili. Inoltre, questo garantisce una azione a lento rilascio che mantiene le superfici pulite e significative sanificate a lungo nel tempo anche con un forte passaggio di persone.

 

Revisione caldaia: in che cosa consiste

Vi sarete chiesti più volte in che cosa consiste il servizio di revisione caldaie da programmarsi in base al tipo di caldaia che usate. Se ancora non sapete che cosa aspettarvi dalla visita del tecnico della manutenzione e assistenza caldaie Roma, consultate subito questa breve guida che vi chiarirà ogni dubbio.

La pulizia della caldaia

Per iniziare, il tecnico della manutenzione e assistenza caldaie Roma si occupa di pulire la caldaia. Con il passare del tempo è del tutto naturale che sui componenti interni si crei un deposito di polvere, sporco, fuliggine e altri risudi. La sporcizia va tolta prima che si incrosti e comprometta la funzionalità dell’apparecchio.

Il tecnico allora utilizza una serie di strumenti per pulire delicatamente lo sporco, come un aspiratutto ma anche stracci inumiditi, spray ad ria compressa e pennelli per intervenire nei punti difficili da raggiungere. Questo servizio dovrebbe esser svolto almeno una volta l’anno.

Il controllo dei fumi

Il servizio di revisione periodica serve anche per ottenere le certificazioni della caldaia. Per rilasciare questi documenti di conformità, il tecnico della manutenzione e assistenza caldaie Roma deve controllare diversi parametri tra cui la quantità di fumi prodotti dall’apparecchio.

Utilizza uno speciale strumento che registra dati quali il gas consumato, il calore prodotto, i fumi generati e anche la loro temperatura. Se tutti i parametri rientrano in quelli di riferimento, allora la caldaia verrà certificata con il famoso bollino blu.

La sostituzione delle parti usurate

Infine, questo tipo di intervento prevede anche la Sostituzione di tutte le parti usurate. Purtroppo, ci sono delle parti che sono sottoposte a una frequente usura. La Sostituzione va fatta tempestivamente prima che le parti si rompano del tutto e mandino in blocca la caldaia. Questo tipo di servizio ha una grande rilevanza poiché aiuta a prevenire ogni tipo di guasto, evitandovi di ritrovarvi con al caldai che no funziona e dover chiamare in fretta e furia il pronto intervento. Vale la pena investire in una revisione periodica perché risparmiate sulle chiamate con urgenza.

3 rimedi naturali contro le rughe

Il tempo passa e si vede soprattutto sul viso dove si formano segni d’espressione che si intensificano in rughe profonde che cambino i contatti del volto. La pelle si rilassa e cade verso il basso. Per fortuna, in nostro aiuto ci sono tante soluzioni che riducono le rughe e il loro ritmo, aiutandoci a mantenere la pelle visibilmente luminosa, tonica e compatta.

  1. L’acqua di rosa

Un prodotto naturale per preservare la tonicità del derma è l’acqua di rosa. I prodotti a base di Rosa sono un vero toccasana per la pelle del viso che risulta immediatamente più tonica, riposata E dal colorito vivace. L’ideale sarebbe utilizzare l’acqua alle rose come tonico a fine giornata. Dopo aver rimosso il make up, possiamo passare l’acqua di rose su tutto il volto con l’aiuto di un dischetto per verificare in profondità i pori. Inoltre, l’acqua alle rose stimola la produzione di acido ialuronico lo stesso utilizzato per i filler a Milano.

  1. L’olio nutriente

Pare che la comparsa di rughe sia legata principalmente alla mancanza di nutrimento delle cellule. Con il passare delle ore nella giornata le cellule si disidratano e perdono il loro normale livello di idratazione. Questo provoca la comparsa di rughe sempre più estese sul volto. L’ideale sarebbe usare un olio nutriente che possa restituire idratazione al derma come quello di jojoba, di argan, di mandorle o anche il semplice olio di oliva extravergine che abbiamo in distanza. Sono tutti prodotti ingredienti ed antiossidanti ricchi di vitamine A ed E.

  1. L’amido di mais

Usare l’amido di mais per pulire il viso è un altro rimedio della nonna per prenderci cura del viso. Si utilizza anche nei bambini più piccoli per ridurre intenzioni e rossore. Aiuta il derma a mantenersi elastico e tonico senza accusare I segni del tempo. È sufficiente mescolare con un po’ di amido di mais con nella semplice acqua corrente per creare un detergente fai da te senza prodotti chimici aggressivi e dannosi per il derma.

A che cosa serve la disinfezione: tutti gli scopi

Quando si parla di operazioni di disinfezione E sanificazione, si fa riferimento qualcosa in più rispetto alle normali pulizie poiché ha degli obiettivi superiori e specifici, come quelli spiegati nel dettaglio di seguito in questa brevissima guida essenziale.

  1. Sterminare i batteri sulle superfici

Le operazioni di disinfezione lo scopo primario di sterminare tutti i batteri presenti sulle superfici. Purtroppo, gli ultimi studi e ricerche hanno evidenziato che microrganismi temibili come quelli che hanno dato luogo alle recenti epidemie sono in grado di resistere a lungo sulle superfici. Quindi una persona che tocca una superficie viene in contatto con una serie di microrganismi, patogeni, batteri, virus e simili che possono entrare in circolo nell’organismo. La disinfezione serve per eliminare i germi in maniera più efficace rispetto alle normali pulizie.

  1. Azzerare la carica batterica

Anche nel caso in cui il dovessero resistere alle operazioni di disinfezione, quello che resta una carica virale azzerata. Il virus viene talmente indebolito dai prodotti specifici utilizzati per la sanificazione che non riesce quindi a infettare nessuno. Tutti i prodotti utilizzati per la disinfezione e sanificazione sono presidii medici chirurgici controllati e testati da diversi laboratori su tutto il territorio. La carica virale e batterica è quella responsabile dei tanti casi registrati negli ultimi mesi che sono stati particolarmente difficili.

  1. Ripulire e purificare l’aria

Per la sanificazione vengono utilizzati soluzioni a base di alcol, cloro anche ozono. Il particolare quest’ultimo utilizzato per la disinfezione dell’aria. Purtroppo, i virus e i batteri possono viaggiare nell’aria trasportato da minuscole particelle di saliva e conoscenza. Respirandole, si dà il via all’infezione.

Per la sanificazione una miscela di ossigeno viene vaporizzata su ogni genere di superficie, ma non solo, per garantire un ambiente salubre e sicuro per tutti. Non bisogna mai sottovalutare la potenza the virus come quelli affrontati di recente che hanno dimostrato la necessità di incentivare le normali azioni di pulizia.

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3 insetti fastidiosi che s’introducono in cucina

La cucina è uno degli ambienti della casa che più di tutti attira insetti infestanti. Una volta che arrivano è poi davvero molto difficile liberarsene. È colpa dei residui di cibo, sporco e unto che rappresentano una fonte di cibo per gli insetti. È importante riconoscere gli insetti infestanti per debellare questa paga prima che vada fuori controllo.

Le blatte e gli scarafaggi

Le blatte sono insetti striscianti davvero fastidiosi che si nascondono proprio sotto e dietro i mobili della cucina. Escono da sotto i mobili della cucina quando è buio in cerca di cibo e sono molto resistenti perché anche i pesticidi chimici non hanno effetto. Gli scarafaggi, purtroppo, con il tempo hanno sviluppato una certa resistenza ai pesticidi e quindi diventa ancora più difficile tenerli lontani. Diventa quindi indispensabile attuare azioni di prevenzione come pulire e lustrare la cucina da cima a fondo.

Le formiche

È sufficiente che una sola formica arrivi in cucina e trovi una briciolina di pane perché arrivi una processione difficile da debellare. La cucina deve essere sempre illibata altimetri durante la notte arrivano un sacco di insetti come le formiche. Essendo tantissime anche se ogni mattina si sterminano con l’insetticida, il girono dopo si riparte da capo. Una buona idea potrebbe esser quella di controllare bene gli infissi ed eventuali crepe che potrebbero esser le vie di ingresso delle formiche. Meglio passare un po’ di silicone sigillante anche e usare della farina fossile anche nel nido.

Le mosche

Altro insetto che si sviluppa spesso per colpa dei residui della cucina. Chi ha una cucina sporca e piena di immondizie organizzata male, è facile che arrivino a frotte. L’ideale sarebbe sempre tenere le immondizie in un contenitore ben chiuso emetico altrimenti le mosche ci entrano e depongono le uova: nel giro di soli tre giorni la situazione in casa diventa insostenibile e tocca ricorrere alla carta moschicida che è l’unico sistema.

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Come scegliere il tuo barbecue: consigli utili per te

Bel tempo, amici, birrette ghiacciate e grigliata: ecco la formula magica per goderti la vita. Se le prime cose sono piuttosto facili da reperire, che si può dire lo stesso del barbecue. Se ancora non hai un barbecue, devi sbrigarti e tenere il più presto possibile altrimenti non può dare il via alla stagione estiva. Il mercato davvero moltissime possibilità

Ecco alcuni consigli utili per aiutate a scegliere, come spiegato anche su www.atuttobarbecue.it

Il tipo di combustibile

La differenza principale tra un barbecue e l’altro riguarda il tipo di combustibile che viene utilizzato per cucinare. I barbecue più tradizionali sono quelli che utilizzano la legna o la carbonella. Esistono poi delle tipologie di griglia che invece sono alimentate con le bombole di gas metano o anche da allacciare alla rete di distribuzione domestica. Infine, esistono anche barbecue elettrici da collegare alla corrente. Ogni tipologia ha i suoi pro e i contro che devi prendere in esame per trovare ciò che ti soddisfa.

Le esigenze culinarie

Se anche tu sei alla ricerca di un barbecue per il giardino oppure anche per il terrazzo, domanda quali sono le due licenze culinarie. Infatti, se sei un vero partito della griglia, sarà naturale orientarti verso una tipologia a carbonella. Se invece non sei un cultore ma vuoi solo grigliare ogni tanto per pochi intimi, allora ti conviene orientarti su un modello più semplice come quello a gas oppure elettrico.

Se hai intenzione di cucinare anche arrosti, pane e pizza, ti serve un barbecue con coperchio per creare una temperatura alta stabile per le diverse cotture. Lo stesso vale se hai intenzione di cuocere a lungo la carne e affumicarla in stile bbq americano.

Dove installarlo

Per trovare il barbecue che fa al caso tuo, devi pensare anche a dove andrà installato. Se vuoi sistemarlo su un balcone, allora ti serve un modello più compatto possibile. Se nel tuo condominio esiste il divieto di creare fumi e forti odori, ti sarà possibile utilizzarne uno con la carbonella. Questa tipologia è sicuramente più indicata per gli spazi aperti del giardino. Se hai la possibilità di allacciare il barbecue alla rete di distribuzione del gas metano, potresti valutare l’acquisto di una grigli a gas senza dover avere a che fare con bombole, legna etc.

Come è realizzato

Quando si fa riferimento a come è realizzato un barbecue, inizialmente si parla soprattutto di materiali. Di solito, esistono quelli in metallo tipo acciaio oppure quelli in muratura. In secondo luogo, considera anche com’è fatto. Ci sono modelli costituiti semplicemente da contenitore su cui porre la griglia oppure rotondi con il coperchio.

Alcuni barbecue vanno sistemati sopra abbiamo di lavoro. A tal proposito, sono sicuramente più pratici quelli con ripiani laterali dove appoggiare tutto quello che ti serve per cucinare la tua grigliata di carne, di pesce, di verdure, di formaggi, polenta… infine, le piastre elettriche sono pratiche perché consentono di inserire le parti che si smontano e si inseriscono direttamente in lavastoviglie.

Armadi da esterno: quando acquistarne uno e come sceglierlo

Com’è facile capire dal sito armadieguardaroba.it e da altri blog e forum dedicati a mobili e arredamento, non è difficile trovare in commercio oggi armadi per l’esterno da utilizzare in giardino o su terrazze e balconi. Di che tipo di oggetto si tratta, però, e che caratteristiche li distinguono dai tradizionali guardaroba? E, ancora, come essere sicuri di scegliere l’armadio da esterno giusto?

Come per altre tipologie di armadi e guardaroba, l’offerta sul mercato è ormai vastissima e tante sono le alternative con cui le aziende che producono mobili e accessori da giardino provano a rispondere alle esigenze dei più: ci sono, cioè, armadi da esterno pensati soprattutto per chi fa giardinaggio o ha un orto e ha bisogno per questo di riporre attrezzi e utensili da lavoro ma, anche, armadi per l’esterno pensati appositamente come vano o copertura per le caldaie e, ancora, mobili da utilizzare come piccole credenze per le cucine all’esterno e l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. Senza contare che anche per quanto riguarda numero di ante, disponibilità di divisori, scaffali o cassetti esterni le soluzioni disponibili sul mercato sono le più varie e le aziende sembrano puntare soprattutto sulla modularità, su strutture cioè che pur essendo preconfezionate possono essere combinate a piacere e a seconda delle necessità del singolo cliente.

La scelta dell’armadio per esterni: come farla

La caratteristica principale che hanno in comune questo tipo di oggetti è, insomma, la resistenza: va da sé infatti che, a meno di non preoccuparsi costantemente di mettere al riparo in un luogo chiuso o di coprire adeguatamente l’armadio da esterno, questo risulterà esposto a vento, pioggia o caldo e non può essere per questo che progettato adeguatamente. La discriminante fondamentale, quella a cui fare più attenzione quando si tratta di acquistare un armadio per esterno, è insomma il materiale in cui è realizzato e le alternative più comuni sono tre: plastica, resina e legno. Per provare brevemente a indagare pro e contri di ciascuna di queste: la plastica è leggera, facilmente trasportabile – caratteristica utile, per esempio, per un armadio da usare in veranda o in una seconda casa al mare o in montagna solo d’estate – e piuttosto economica, mentre ha il difetto di non sopportare bene soprattutto caldo estremo e sole diretto; la resina ha tutti gli stessi vantaggi della plastica e, in più, resiste bene anche al calore, nonostante gli armadi da esterno in resina dopo un po’ di tempo tendono a scolorire e non sono certo il massimo dell’estetica; il legno, infine, dà sicuramente un aspetto più caldo e domestico a balconi e verande ed è adatto soprattutto a chi cerchi non solo praticità ma anche resa estetica ma, di certo, chiede più cura ed è più vulnerabile soprattutto alla pioggia. Dai materiali alle dimensioni, insomma, non c’è un armadio da esterno in assoluto migliore degli altri – anche se, sì, gli armadi in resina sono, a detta di molti, la soluzione più versatile per giardini, terrazzi e cortili – ma solo un armadio da esterno che meglio soddisfa le esigenze singole.