Psicologia: Arte- terapia

L’Arte-terapia mediante l’uso di materiali pittorici, aiuta a sviluppare nell’individuo le sue capacità di comunicazione e relazione, recuperando il suo sviluppo sul piano cognitivo, affettivo e psicosociale.

L’arte terapia nasce intorno agli anni quaranta dall’unione dell’arte con la psicoanalisi, formando un modello unico nel quale le due discipline si fondono perfettamente.

Viene usata prevalentemente in ambito educativo e formativo, ma anche in quello sanitario e riabilitativo, la si può iniziare a qualunque età, non serve una particolare predisposizione e tanto meno una tecnica specifica o una vena artistica, buoni risultati si ottengono nel recupero dei tossicodipendenti, con i bambini e con gli anziani.

Questa tecnica prevede lo studio dei processi psicologici, che intercorrono nella persona nel relazionarsi con il mondo interno ed esterno, usando il proprio potenziale creativo per affrontare blocchi psicologici, disagi psichici o relazionali.

Attivando delle risorse che ognuno possiede, ma che ignora, si può elaborare il proprio vissuto, dandogli una dimensione ed una forma che si può trasmettere agli altri.

In un laboratorio si possono intraprendere diversi percorsi, come la pittura, il collage, il semplice disegno, la lavorazione di materiali come la creta o la terracotta, dedicarsi alla scrittura creativa, come la narrazione di storie, suonare uno strumento, ma anche danza e teatro.

Secondo Jung “L’arte arriva dove non può la parola”, infatti questo approccio non verbale è una via d’accesso all’inconscio e presuppone che ad un processo creativo corrisponda un miglioramento della qualità del vissuto.

L’importante è poter esprimere se stessi, liberare le proprie emozioni e comunicare liberamente con gli altri, valorizzando i mezzi personali di cui si dispone e potenziare il processo trasformativo, facendo si che vi sia la giusta integrazione tra l’inconscio ed il conscio.

Viaggi: Kathmandu  –  Nepal

Il Nepal è un Paese ricco di fascino, con i meravigliosi templi indù e luoghi di culto buddisti, di storia, suggestiva di grande contemplazione e spiritualità, con una forte influenza che la fede esercita sulla vita di tutti i giorni, dove le tradizioni e le usanze sono radicate e rispettate.

Kathmandu è la capitale del Nepal e comprende ben 7 diverse aree monumentali diventati Patrimonio Nazionale dell’UNESCO.

Nel cuore storico della Città Vecchia sono concentrati gli edifici antichi e più spettacolari, lungo i quali la piazza crea dei quadrilateri con cortili e templi, tra questi uno dei più interessanti è l’Hanuman Dhoka che si estende su 20.000 metri quadrati, dedicato a Hanuman il Dio Scimmia, nella parte ovest c’è il Museo Tribhuwan che espone: sculture in pietra e legno, troni, gioielli, mobili ed una collezione rara di monete.

Uno dei luoghi più antichi e più santi per gli abitanti è Swayambhunath, ovvero il Tempio delle Scimmie, queste secondo la tradizione sono animali sacri, è situato su un’altura dalla quale si gode di uno spettacolare sguardo su tutta la città ed il panorama circostante.

In una zona della città si trova il luogo più venerato dai buddisti, il Boudanath Stupa, è una piazza molto ampia delimitata da un cerchio di edifici, tutto intorno si sente il salmodiare delle preghiere .

Si vedono file di bandiere colorate, su cui sono scritte le preghiere, un elemento sempre presente sono le campane buddiste cilindriche e disposte in fila, che vengono fatte roteare dai fedeli, mentre camminano, in segno di preghiera.

A circa 7 chilometri da Kathmandu su di una collina trova posto il Monastero di Kopan dedicato al buddismo tibetano, ospita monaci, lama ed insegnanti, che dedicano la loro vita alla conservazione delle tradizioni ed alla trasmissione degli insegnamenti buddisti.

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La storia delle carte da Ramino

Il Ramino è un gioco di origine anglosassone, molto noto in tutto il mondo. Questo gioco racchiude numerose varianti , aventi uno schema di gioco molto simile ma con regole differenti tra loro. Il Ramino, che deve molto probabilmente il suo nome dal termine texano Rummy, si è diffuso in Europa e nel nostro Paese già negli anni trenta. Tale semplice e piacevole gioco da tavolo, che non richiede particolari abilità, oggi è  molto conosciuto ed amato un po’ ovunque. Come in molti altri giochi di carte, pure nel gioco del Ramino  occorre liberarsi di tutte le carte creando delle scale o specifiche combinazioni di carte di ugual seme o colore per poter vincere. (Per approfondire: Carte Ramino)

Come si svolge il gioco del Ramino

Il gioco del Ramino si basa sul cosiddetto “mazzo da Ramino“, e nella sua classica versione è composto da due mazzi di carte francesi. Le carte da ramino quante sono? Sono ben 108 carte comprendenti i 4 Jolly. Occorre precisare che il jolly può assumere il colore o seme che il giocatore desidera. A Ramino possono giocare da due fino a sette giocatori, e per giocare occorre identificare un mazziere che ha il compito di dare 7 carte a giocatore e mettere le restanti sul tavolo per costituire il “ tallone” da cui pescare le carte scartate durante il gioco.

Nel proprio turno di gioco, i vari giocatori possono “attaccare”  mettendo in tavola una o più combinazioni di carte o aggiungendo carte ad altre combinazioni presenti sul tavolo di gioco. A questo punto, a turno i vari giocatori devono pescare una carta dal tallone, e dopo avere fatto delle combinazioni devono scartarne un’altra e metterla nel pozzo.

Nel Ramino tutte le carte vanno tenute in mano fino a fine gioco, inoltre occorre precisare che le carte scartate nel gioco non danno alcun punteggio. La chiusura del Ramino avviene quando un giocatore dopo aver scartato una carta termina tutte le carte in mano, mentre  la partita termina quando un giocatore  totalizza 101 punti.

Tutte le varianti del Ramino

Qui di seguito le più comuni varianti del gioco del Ramino, che sono:

  • Il Ramino con Jolly immaginario anche detto Ramino pokerato, in cui ogni giocatore può utilizzare in qualità di carta matta o jolly una qualsiasi carta.
  • Il Ramino con Battuta, è detto in questo modo perché se un giocatore anche se non è il suo turno vuole prendere la carta scartata da un suo avversario può  di bussare sul tavolo e attendere che  l’avversario decida o meno di dargli la carta scartata. Se l’altro giocatore accetta la bussata, colui che ha bussato perché interessato a prendere la carta scartata dovrà pescare altre due carte dal tallone.
  • Il Gin Ramino, si basa su due giocatori che devono combinare le 10 carte per fare Gin, se le carte non combinate valgono meno di dieci allora il giocatore può bussare e calare le carte e se l’avversario ha le carte senza combinazioni di valore minore vince.
  • La Scala Quaranta, variante molto nota del Ramino, si può aprire creando delle  combinazioni di carte di almeno 40 punti.

 

 

Come capire se ci sono topi in casa: i segnali da controllare

I ratti e i topi sono animaletti molto difficili da individuare fino a quando se ne avvista uno per caso, ma è quasi troppo tardi e tocca chiamare gli esperti di derattizzazione di Zucchet. Di seguito, si possono scoprire alcuni segnali che possono aiutare a capire se c’è un topo in casa.

Scatole e carta rosicchiata

I topi usano la carta per fare il nido. se notate che all’interno del cestino delle carta le cartacce son rosicchiate, potrebbe esser il caso di richiedere un sopralluogo per la derattizzazione di Zucchet. Inoltre, i roditori sono soliti rosicchiare le confezioni di carta come le scatole di pasta, riso, biscotti e altri prodotti alimentari per procurarsi il cibo. I rumori di rosicchiamento e movimenti vari si contrano quasi e unicamente nelle ore notturne.

Feci di tipo

Un segnale inequivocabile della presenza di topi è il ritrovamento delle feci. Tutto sta nel saper come sono fatte. Si tratta di una sorta di chicco di riso allungato di colore scuro. Spesso si possono trovare sui davanzali delle finestre e lungo le pareti poiché i topi si spostano sempre seguendo il muro e mai in mezzo alla stanza.

Semi e gusci

I roditori amano mangiare semi e frutta in guscio. Se in casa avete delle noci o semi di girasole, potreste trovare la parte non commestibile in giro. È un segno della presenza di roditori come i topolini di campagna o i roditori.

Invece non dovete preoccuparvi se il gatto inizia a corre in giro come un forsennato perché può non esser nulla di grave. Inoltre, anche se vedete che il gatto punta qualcosa non è detto che si tratti di un topo, anzi. I gatti possono mettersi a cacciare anche un piccolo insetto come un ragno e perciò non è il caso di allarmarvi. Di solito, avere un gatto in casa è sufficiente per tenere lontani i topi perché i roditori avvertono l’odore della usa urina e quindi se ne stanno alla larga.

Macchie di acqua sui muri: non sono tutte uguali!

Se anche a casa tua sono improvvisamente aperse delle chiazze di acqua e umido sui muri, sappi che non sono tutte uguali. Infatti, bisogna fare delle distinzioni in base a ciò che le ha causate e provocate. È fondamentale che tu sappia riconoscerle per poter intervenire prontamente sulla causa scatenante e impedire che la situazione peggiori. Leggi con attenzione quanto segue per scoprire qual è il tuo caso e trovare le soluzioni.

Umidità eccessiva

Di solito, se la macchia di umidità è presente negli angoli del muro, è facile che si tratti di un problema di umidità eccesiva. Il problema si presenta essenzialmente negli ambienti dove si usa acqua calda come in bagno oppure in cucina dove ci sono pentole che bollono sul fuoco.

Il vapore acqueo sale verso l’alto e si deposita sui muri, impegnandoli. L’umidità in eccesso forma una macchia ben visibile verso l’alto può dare origine alla formazione di muffe e simili come i funghi. Prima di intervenire ancora prodotti di pulizia civici come quelli a base candeggina, dovresti intervenire sulla casa primaria cioè l’umidità arieggiando bene, riscaldando gli ambienti e magari usando anche un deumidificatore.

Perdite di acqua

Nel momento in cui le chiazze di bagnato appaiono nella parte inferiore del muro anche sul pagamento, il problema causato da perdite di acqua del sistema idraulico significa che si tratta di tubature rotte e rovinate con fenditure e lesioni che permettono il passaggio dell’acqua. Prima che il problema si aggravi, richiedi una ricerca perdite acqua a Milano.

Si tratta di una video ispezione per individuare la parte danneggiata della conduttura e intervenire prontamente prima che il problema si aggravi allargando la finitura incrostazioni e ruggine.

Infiltrazioni

Si parla invece di infiltrazioni quando l’acqua arriva dall’alto. può Trattarsi di problemi al tetto oppure di perdite di acqua dall’appartamento superiore. Nel momento in cui noti chiazze e macchie di acqua sul soffitto, si tratta sicuramente di infiltrazioni che richiedono degli interventi ad hoc.

 

Che cosa è il CBD e come quali benefici apporta all’organismo

Quando si parla di Cannabis, si tende spesso a pensare semplicemente ai prodotti da fumare, mentre in realtà si tratta di un prodotto molto versatile e benefico sotto diversi aspetti. Il CBD o cannabidiolo, il principio attivo della Cannabis  light, non comporta alcun effetto psicotropo o allucinogeno, e si rivela al contrario molto utile nel trattamento di diverse patologie e disturbi molto comuni.

Tra gli effetti più apprezzati del cannabidiolo si trovano l’azione rilassante, ideale per chi soffre di ansia ma anche per trattare i dolori cronici, antinfiammatoria e antiossidante, che consente di risolvere numerosi problemi evitando l’uso dei farmaci convenzionali.

Naturalmente, prima di assumere un integratore alimentare a base di CBD, soprattutto chi soffre di patologie croniche deve chiedere consiglio al proprio medico, tuttavia si può dire che oggi anche la medicina ricorre spesso all’uso di questa benefica sostanza, sia come terapia a sé, sia come aggiunta ad un trattamento farmacologico tradizionale.

In commercio è possibile trovare una vasta gamma di prodotti contenenti il cannabidiolo, da scegliere secondo le preferenze e le abitudini personali. Il sito theweedzard.com è specializzato nella distribuzione e vendita dei prodotti a base di CBD e offre una serie di consigli e suggerimenti per conoscere meglio la Cannabis e usufruirne dei vantaggi e dei benefici.

Come si può assumere il CBD e a cosa serve

Per assumere il cannabidiolo, e di conseguenza sfruttarne i benefici effetti, si può ricorrere a diversi prodotti, dai cristalli, alle capsule, all’olio, alle infiorescenze disseccate. Si può fumare con il metodo tradizionale o con la svapo elettronica, ingerire sotto forma di olio o di capsule predosate, aggiungere come ingrediente agli alimenti.

In commercio si trovano anche prodotti prelavorati per la preparazione di tisane rilassanti o da utilizzare con un diffusore di aromi. In ogni caso, tutti i prodotti a base di cannabidiolo sono prodotti con la varietà di pianta considerata legale, poiché il contenuto in THC non supera lo 0,6%: anzi, si può dire che sia molto inferiore.

Utilizzare il CBD per perdere il vizio del fumo

Per chi ha deciso di smettere di fumare, ma non ha un metodo ben preciso, un’ottima soluzione è quella di passare alle sigarette elettroniche con un liquido a base di cannabidiolo. Questa soluzione permette di liberarsi rapidamente dalla dipendenza verso la nicotina senza ricorrere a prodotti alternativi che la contengano.

Ricerche e test scientifici hanno comprovato l’efficacia del CBD anche nei confronti di chi ha sviluppato una dipendenza per l’assunzione di prodotti a base di oppio, non solo le droghe pesanti, ma anche molti antidolorifici usati comunemente.

Ricorrere alla Cannabis nel periodo della gravidanza

Grazie agli effetti rilassanti e antiansia, la Cannabis può costituire un ottimo rimedio alternativo per i caratteristici disturbi della gravidanza, quali possono essere nausea, dolori e problemi di natura ansiogena.

Anche in questo caso, naturalmente, si raccomanda di rivolgersi preventivamente al medico, tuttavia il CBD di norma non ha controindicazioni, a differenza della maggior parte dei farmaci convenzionali, i quali spesso in gravidanza non possono essere somministrati.

Pressione caldaia: qual è il valore corretto

La pressione della caldaia è un valore molto importante per il funzionamento della caldaia perciò vale la pena capire con esattezza qual è quello corretto e anche che cosa succede in caso di alterazione.

La pressione della caldaia

La pressione della caldaia è un valore molto importante per la normale produzione di acqua calda sanitaria e il funzionamento della caldaia in generale. Per questa ragione, vale la pena controllare di tanto in tanto il valore della pressione anche se non sono presenti dei malfunzionamenti.

Il valore della caldaia dovrebbe essere compreso tra 1 e 2 bar. In realtà, Per conoscere esattamente quanto consigliato per ogni modello val la pena controllare sul manuale d’uso oppure chiedere direttamente al tecnico.

Che cosa succede se è bassa

Se la pressione della caldaia inferiore a 1 bar, allora significa che è troppo bassa. È evidente in questo caso manutenzione. Perché l’acqua in ingresso nella caldaia non ha a sufficienza ciò comporta la mancata accensione della fiamma pilota o comunque può impiegare molto tempo per farlo. Questo significa che potrebbe uscire dalla caldaia oppure impiega molto tempo uscire.

Inoltre, I termosifoni potrebbero rimanere freddi o al massimo tiepidi. La maggior parte delle volte che si notano problematiche di questo tipo risulta essere colpa proprio della pressione troppo bassa della caldaia. Non serve quindi allertare l’idraulico ma basta rivolgersi a un Tecnico specializzato della caldaia.

Che cosa succede se è alta

Se la pressione troppo alta, cioè superiore a 2 bar, si tratta ugualmente di un problema, sebbene purtroppo sia meno evidente rispetto a ciò che accade nel caso della pressione bassa. Ovviamente, il valore della pressione va osservato a caldaia spenta e non quando è accesa per produrre acqua calda per l’impianto idraulico oppure sanitario perché in questi casi è normale che superi il due.

In generale, con una pressione alta, si possono notare delle piccole perdite di acqua dalla caldaia o anche dai termosifoni.

Se desideri avere ulteriori approfondimenti, vai su www.assistenzacaldaieberetta.it

 

 

Il telefono smartphone non si carica: le possibili cause

Tutti può capitare di avere problemi di ricarica del telefono smartphone. Purtroppo, è uno dei motivi per cui spesso ci si rivolge al Centro di assistenza e riparazione iphone Milano ma spesso succede di scoprire che in realtà non c’è un vero problema di danneggiamento della batteria sebbene sia uno dei componenti che più spesso e più velocemente si rovina rispetto agli altri. Per evitare di perdere tempo prezioso e anche denaro, prima di rivolgersi alla riparazione iphone Milano, meglio leggere con attenzione la breve guida che svela alcuni consigli utili e preziosi risolvere il problema di carica del cellulare da sé a casa.

Un deposito di sporcizia nell’incavo dello smartphone

Molte volte capacità di inserire lo spinotto dell’alimentatore nel telefono cellulare E scoprire che non funziona come dovrebbe. In realtà, potrebbe non trattarsi di un problema che riguarda il telefono, la batteria o l’alimentazione.

Infatti, molte volte capita che il telefono smartphone non si carica come dovrebbe perché all’interno dell’alloggiamento Dove va inserito lo spinotto dell’alimentatore è presente uno strato di sporcizia. Si tratta di uno deposito di polvere, lanuggine, briciole e altri residui che naturalmente si depositano in questo spazio quando il telefono in Tasca oppure all’interno di una borsetta.

È davvero molto facile intervenire per risolvere il problema poiché Basta semplicemente utilizzare uno stuzzicadenti. Con molta delicatezza come farebbero al Centro di assistenza e riparazione iphone Milano, si inserisce nono dopo l’unità lo rende leggermente perché catturi lo sporco. Molti restano addirittura sbalorditi Nello scoprire che all’interno È presente una così grande quantità di sporcizia. Una volta eliminata, lo spinotto dell’alimentatore entra alla perfezione nell’incavo del Telefono cellulare, ricaricando lo smartphone come se nulla fosse. Infine, conviene sempre e solo utilizzate l’alimentatore fornito in dotazione con il telefono smartphone o comunque un altro modello dello stesso brand. Questo aiuta a ridurre anche i tempi di ricarica, riuscendo a raggiungere il 100% in tempi minori senza dover attendere per molto tempo come invece succede utilizzando soluzioni diverse.

Come scegliere I cartelli antinfortunistici e perché richiederlo personalizzato

I cartelli antinfortunistici vengono utilizzati dalle aziende per segnalare eventuali stati di pericolo. Grazie alla loro affissione, si può prevenire una situazione davvero pericolosa e in alcuni casi anche mortale. Pensiamo per esempio la necessità di segnalare un burrone, oppure la caduta di oggetti pericolosi da altezze rilevanti.

Il decreto 81/2008 gestisce tutto questo aspetto. Ogni cartello personalizzato o di tipo standard infatti ha lo scopo di segnalare un’attività, una situazione o un oggetto preciso. Esistono determinati aspetti che devono essere rispettati per poter offrire un’indicazione corretta e ben visibile a chi si trova a passare di li. I cartelli possono infatti essere di diverso tipo. Alcuni cambiano nel colore, altri sono cartelli segnaletici di tipo luminoso, altri di tipo acustico, altri ancora verbali o gestuali.

1. Il tipo di cartello

Analizziamo subito questo aspetto. C’è da sapere infatti che esistono tanti tipi differenti di cartelli antinfortunistici. I principali sono:

Cartelli di salvataggio e soccorso: si tratta di cartelli quadrangolari, bianchi e con uno sfondo verde. Servono per esempio la dove ci sono delle uscite di sicurezza, oppure in zone di soccorso o di salvataggio.

Cartelli di avvertimento: questi sono forse tra i più noti. La forma è quella di un triangolo, con uno sfondo giallo e sopra i disegni in nero. Avvisano sin da subito che una determinata situazione è a rischio.

Cartelli di sicurezza e antincendio: sono cartelli quadrangolari, con uno sfondo rosso e una scritta bianca. Si trovano praticamente in tutte le strutture e sono necessari per indicare una uscita antincendio o una zona di salvataggio o di soccorso.

Cartelli di divieto: la forma di questi cartelli è rotonda. Lo sfondo è sempre bianco e hanno una barra rossa che indica appunto il divieto di fare qualcosa che altrimenti potrebbe essere estremamente pericoloso.

Altri tipi: questi tipi di cartelli hanno scopi differenti. Alcuni servono a segnalare ostacoli, altri a indicare un pericolo nella circolazione, il rischio di caduta oggetti etc.

2. Nuovi cartelli

Un cartello personalizzato può essere particolarmente utile. In questo caso occorre rivolgersi alle aziende che si occupano di questo e fornire le indicazioni necessarie per la realizzazione dei nuovi cartelli.

  • Il materiale che si desidera
  • Le dimensioni del cartello
  • Il colore del cartello
  • Quali sono gli elementi testuali oppure quelli grafici

3. Normativa in corso

Tutti i cartelli antinfortunistici devono rispettare la normativa un corso, cioè il decreto legislativo 81/2008. In questo modo i lavoratori e qualsiasi altra persona sono protetti perché avvisati di una situazione di pericolo. Occorre quindi scegliere un buon posizionamento. Il cartello deve essere ben visibile anche a una distanza minima, da qualsiasi posizione ritenuta critica. Lo stesso vale per la lontananza. Deve essere visibile da una distanza di almeno due metri e in alcuni casi è necessario anche fino a 50 metri.

4. Evitare messaggi fuorvianti

Che siano messaggi testuali o a immagini, l’importante è che siano chiari a tutti. Non devono generare dubbio, il rischio sennò è quello di creare una situazione ancor più pericolosa.

Come prendersi cura di un piercing appena fatto: i consigli migliori

Dopo aver fatto un piercing, molti si pongono la domanda di come curarlo e prendersene cura per velocizzare i tempi di guarigione. In Questa breve guida, andiamo alcuni consigli preziosi per prenderti cura del tuo piercing, a prescindere dalla zona è stata fatto.

Lavare e disinfettare

Bisogna sempre ricordare che un piercing è sostanzialmente una ferita aperta verso l’esterno che può essere facilmente attaccata da germi e batteri. Per questa ragione, diventa fondamentale prendersene cura correttamente, lavandolo e disinfettandolo. In generale, si consiglia di procedere almeno due volte al giorno: mattina e sera. Prima di iniziare, bisogna sempre lavare accuratamente le mani perché toccare il piercing con le mani scuola sporche equivale a portare batteri della zona. Di seguito, lava la zona dove è stato praticato il piercing con un disinfettante oppure una soluzione salina, spesso indicata dalla sigla chimica NaCl. Usa una garza o del cotone idrofilo per aiutarti. Asciuga con delicatezza la zona e passa della crema disinfettante. Di solito, il piercer può indicarti alcune creme disinfettanti r antibatteriche che trovi facilmente in tutte le farmacie e parafarmacie. Per un’applicazione più precisa puoi aiutarti con un coton fioc. Ricorda che tutto quello che usi per pulire il piercing deve poi essere buttato via e mai riutilizzato.

Altri consigli utili

Per prenderti cura del tuo piercing appena fatto e prevenire le infezioni, ci sono altre buone pratiche e consigli che puoi mettere in atto. Per iniziare, non stringere troppo il piercing perché esserci spazio per far fuoriuscire i liquidi che naturalmente si formano. Tieni il piercing provvisorio fino a completa guarigione E non sostituirlo con un piercing “moda”. Va bene muoverlo un pochino ma non bisognerebbe giocarci troppo.

Se il piercing sul viso e sulle orecchie, evita di dormirci addosso e schiacciarlo. Fai Attenzione ogni volta che indossi o togli una maglietta per evitare che il piercing si incastri e vegna strattonato.

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